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5 incredibili curiosità sull'Odissea di Nolan

16 lug
Tempo di lettura: 3 min

È appena arrivato al cinema Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan, e sta già facendo parlare di sé in tutto il mondo. Dopo il successo di Oppenheimer, il regista britannico torna con un progetto mastodontico che porta sul grande schermo uno dei racconti più celebri della storia della letteratura, trasformandolo in un kolossal costruito con la sua filosofia di sempre: girare il più possibile dal vero.

Con un budget di circa 250 milioni di dollari, è il film più costoso della sua carriera e anche uno dei più imponenti mai prodotti negli ultimi anni. Nolan ha scelto ancora una volta di limitare al minimo l'uso della CGI, privilegiando scenografie reali, effetti pratici e location autentiche, nel tentativo di offrire un'esperienza cinematografica il più immersiva possibile.

Ad accompagnarlo c'è un cast eccezionale: Matt Damon interpreta Ulisse, affiancato da Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson, Charlize Theron, Lupita Nyong'o, Jon Bernthal, Benny Safdie, Mia Goth e molti altri. Un ensemble che conferma l'ambizione del progetto, pensato fin dall'inizio come uno dei grandi eventi cinematografici dell'anno.

Ma è soprattutto il lavoro dietro le quinte a rendere L'Odissea qualcosa di fuori dal comune. Dalle nuove cineprese IMAX ai set monumentali, fino alla preparazione fisica degli attori, ogni scelta produttiva è stata guidata da un unico obiettivo: rendere il viaggio di Ulisse il più concreto e tangibile possibile.



UN RECORD NELLA STORIA DEL CINEMA

Per realizzare il film, Nolan ha collaborato con IMAX allo sviluppo di una nuova generazione di cineprese 70 mm, più leggere, silenziose e semplici da utilizzare rispetto ai modelli precedenti. L'Odissea è così diventato il primo lungometraggio della storia girato interamente con queste nuove camere IMAX, un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava quasi impossibile.

L'impegno produttivo è impressionante anche nei numeri: durante le riprese sono stati utilizzati oltre 610 chilometri di pellicola, con un costo stimato di circa 3 milioni di dollari soltanto per il supporto analogico. Una scelta che conferma quanto Nolan continui a credere nella pellicola tradizionale anche nell'era del digitale.



TUTTI I SET, IL CAVALLO DI TROIA E LE LOCATION ERANO REALI

Per raccontare il viaggio di Ulisse, la produzione ha attraversato Grecia, Italia, Marocco, Islanda, Scozia e Malta, scegliendo scenari naturali al posto dei classici teatri di posa. Scogliere, spiagge, montagne e antiche rovine diventano così parte integrante del racconto, contribuendo a creare un mondo credibile senza affidarsi agli sfondi digitali.

Anche il gigantesco Cavallo di Troia è stato costruito realmente. La produzione ne ha realizzato diverse versioni, alte circa 10 metri, utilizzate per esigenze differenti durante le riprese. Un dettaglio curioso? Il cavallo è stato progettato senza ruote e trascinato manualmente, proprio per riprodurre il più fedelmente possibile il modo in cui avrebbe potuto essere trasportato nell'antichità.



RIPRESE AL LIMITE

Se c'è una cosa che Nolan ha sempre cercato nei suoi film è la sensazione del "vero". Per questo molte delle sequenze in mare non sono state girate all'interno di enormi vasche cinematografiche, ma direttamente in ambienti naturali.

Il cast e la troupe hanno affrontato giornate di riprese tra mare aperto, vento intenso, onde e perfino tempeste di sabbia, lavorando spesso in condizioni molto impegnative. Una scelta sicuramente più complessa dal punto di vista logistico, ma coerente con il desiderio del regista di evitare il più possibile effetti artificiali.



EPICO ANCHE IL LAVORO SUI COSTUMI

Le dimensioni della produzione emergono anche dal reparto costumi. Per il film sono stati realizzati circa 5.300 costumi, frutto del lavoro di 175 professionisti tra illustratori, modellisti, sarti, scultori, pellettieri, pittori e artigiani specializzati.

Ogni tunica, armatura, mantello e accessorio è stato progettato per apparire autentico e vissuto, evitando l'aspetto troppo perfetto che spesso caratterizza i kolossal storici. Nolan avrebbe inoltre chiesto di limitare al massimo l'utilizzo di barbe e parrucche artificiali, preferendo un look più naturale possibile per gli interpreti.



GLI ATTORI HANNO IMPARATO A NAVIGARE DAVVERO

Anche la preparazione del cast è stata fuori dal comune. Prima delle riprese, molti attori hanno seguito un vero addestramento alla navigazione per imparare a gestire le imbarcazioni utilizzate nel film.

Remare in squadra, issare le vele, governare la rotta e muoversi a bordo durante il mare mosso sono diventate competenze fondamentali, permettendo di girare numerose sequenze senza ricorrere alle controfigure. Una scelta che contribuisce a rendere ancora più credibili le scene di navigazione e che riflette l'approccio quasi "artigianale" con cui Nolan affronta ogni produzione.



Più che una semplice trasposizione del poema di Omero, The Odyssey rappresenta l'ennesima dimostrazione della filosofia cinematografica di Christopher Nolan. In un'epoca dominata dagli effetti digitali, il regista continua a investire su pellicola, scenografie reali, stunt pratici e lavorazioni artigianali, convinto che tutto questo contribuisca a creare un'esperienza più autentica anche per lo spettatore. Poche produzioni recenti hanno raggiunto un livello di ambizione tecnica e produttiva così elevato.



Ph: Universal Pictures

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