Valentino incanta Roma con "Interferenze"
- 13 mar
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La presentazione della collezione autunno/inverno 2026-2027 di Valentino non è soltanto una sfilata di moda, ma un ritorno simbolico alle origini della maison. Roma, città in cui Valentino Garavani ha costruito l’identità estetica del marchio, diventa infatti il punto di partenza di un nuovo capitolo della sua storia.
Oggi a guidare questo dialogo con il passato è Alessandro Michele, stilista romano chiamato a reinterpretare un patrimonio creativo molto forte. Il designer non prova a riprodurre fedelmente l’eredità del fondatore: preferisce piuttosto metterla in discussione, accostandola a suggestioni nuove e inattese. Non a caso la collezione prende il nome di “Interferenze”, un titolo che richiama l’incontro (talvolta armonico, talvolta volutamente contrastante), tra linguaggi diversi.
La sfilata si svolge nelle sale monumentali di Palazzo Barberini, dove Michele costruisce una narrazione fatta di contrapposizioni stilistiche. In passerella si alternano strutture rigorose e linee morbide: il tailoring maschile dialoga con drappeggi fluidi, giacche dalla costruzione precisa vengono accostate a top leggeri e scivolati. Anche le silhouette seguono questa logica di tensione, con abiti lunghi e severi affiancati da mini dress riccamente decorati.
La stessa dinamica emerge nei colori. Il celebre rosso della maison compare insieme a tonalità come verde menta, lilla attenuati, nero profondo e sfumature sabbia. Alcuni capi richiamano l’immaginario dell’alta moda classica — tra pizzi, trasparenze e volumi scenografici — ma vengono rielaborati con uno spirito più libero e contemporaneo.
Gli accessori contribuiscono a rafforzare questo linguaggio stratificato: collane di grande impatto, occhiali-visiera oversize, pellicce e gioielli dalle forme scultoree amplificano la costruzione dei look, quasi trasformando la figura in una struttura architettonica.
In questa prospettiva, “Interferenze” diventa il metodo con cui Michele affronta la storia di Valentino: il passato non viene replicato, ma usato come punto di partenza per nuove interpretazioni. E Roma, con la sua memoria culturale e simbolica, offre lo scenario ideale per questo incontro tra tradizione e sperimentazione.
Ph. Valentino











