La nuova era di Gucci by Demna
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Durante un soggiorno fiorentino, Demna attraversa le sale della Galleria degli Uffizi e resta colpito dalla forza iconica della La Nascita di Venere di Sandro Botticelli. L’incontro con il capolavoro rinascimentale diventa un momento di svolta: la misura delle proporzioni, il senso del desiderio e l’idea stessa di bellezza che permeano quell’opera gli appaiono come radici profonde dell’immaginario occidentale. Uscendo nel cuore della città, tra le architetture monumentali di Piazza della Signoria, lo sguardo si posa su Palazzo Gucci. In quell’istante matura la consapevolezza del peso culturale che Gucci esercita nel panorama italiano, come ponte tra eredità storica e contemporaneità.
In passerella questa riflessione si traduce in una costruzione quasi anatomica degli abiti. Le silhouette sono tirate, affilate, aderenti fino a fondersi con la figura, come se il tessuto fosse modellato direttamente sulla pelle. Le superfici lucide e gommate dominano la scena: completi sartoriali dall’effetto bagnato dialogano con denim strettissimi e felpe di impronta urbana, spesso abbinate a accessori funzionali che richiamano un’estetica da clubbing anni Novanta.
I volumi si alternano tra espansioni e sottrazioni. Inserti in pelliccia amplificano colli e orli, mentre drappeggi ispirati alla classicità avvolgono il busto con torsioni inattese. In contrappunto, micro abiti in pizzo quasi impalpabile e creazioni in lurex brillante aprono profondi tagli su gambe e schiena, accentuando una sensualità teatrale. L’intera collezione si muove in una gamma cromatica ridotta all’essenziale, tra nero assoluto, bianco netto e bagliori metallici, enfatizzati da pose scultoree che trasformano i modelli in vere e proprie figure plastiche.
Ph. Gucci




















