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La prima Alta Moda di Armani Privé senza Giorgio Armani

  • Immagine del redattore: Paolo Salicini Ballandi
    Paolo Salicini Ballandi
  • 22 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Alla Paris Haute Couture Week Armani Privé inaugura un capitolo inedito della propria storia. Per la prima volta dopo la scomparsa di Giorgio Armani, la collezione couture per la primavera estate 2026 della maison milanese viene presentata senza la sua firma diretta, ma sotto la guida di Silvana Armani, che assume il compito di traghettare l’eredità creativa della casa verso una nuova fase.

Il progetto prende il nome di Jade e ruota attorno alla giada, elemento naturale carico di valenze simboliche e culturali, utilizzato dall’umanità fin dalla preistoria e associato nei secoli a concetti di equilibrio, durata e perfezione formale. Non si tratta di una citazione decorativa, ma di un riferimento concettuale che informa l’intera costruzione della collezione, dalla palette cromatica alle proporzioni dei capi.



I look che compongono la sfilata sono organizzati come un racconto circolare, in cui apertura e chiusura assumono un valore fortemente simbolico. Se il vero centro del progetto risiede nelle silhouette, fluide, mobili, pensate per accompagnare e accarezzare il corpo piuttosto che dominarlo, sul piano cromatico la collezione alterna sfumature di verde giada a tonalità lattiginose e rosati polverosi, accompagnati dai più scuri abiti da sera.




I richiami all'Oriente, da sempre presenti nel vocabolario visivo di Armani, emergono nei dettagli e nei ricami: il risultato è una couture silenziosa ma profondamente densa, che parla di identità, disciplina e continuità. Silvana Armani firma una collezione che non cerca di rompere con il passato, ma di assorbirlo e riformularlo, dimostrando come l’eredità possa diventare materia viva, capace di trasformarsi senza perdere la propria essenza.


Ph. Dominique Maitre/WWD

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